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Альгеро

Альге́ро, Алгер (италAlgheroкатl'AlguerсардS'Alighèra), город на северо-западном побережье острова Сардиния. Население — 42289 человек (2006).

На месте современного города зарегистрированы остатки человеческой деятельности ещё 4-го тысячелетия до нашей эры. Известно, что первые строения нураги датируются 1500—1000 гг до н. э. Этим временем датируются и поселения финикийцев.

Сам город был основан в 1102 году семейством Дориа как защищённый порт. В 1353 году Алгер был завоёван Арагонским королевством, а в XVI веке получил статус «королевского города». В результате город населили переселенцы-каталонцы, изгнав коренных жителей.

В 1702 году арагонское правление завершилось, а с 1720 года А. перешёл к Пьемонту. В 1943 году во время бомбёжки серьёзно пострадал исторический центр. В настоящее время город посещает множество туристов.

Большинство населения считает своим родным языком итальянский. Для каждого пятого жителя города родным является каталанский язык («альгерский диалект»), для каждого восьмого — сардинский язык.

Местные жители называют свой город «Барселонетта», что означает «Маленькая Барселона».


Alghero /al'ɡɛro/ [al-ghe-ro] (L'Alguer in catalano /ləɫ'ɣe/, S'Alighera in sardo) è una città italiana di 43.914 abitanti[4] della provincia di Sassari, inSardegna. È conosciuta anche come Barceloneta, la piccola Barcellona: la città ha infatti conservato l'uso della lingua catalana, di cui è un'isola linguistica e il 22,4% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese, riconosciuta dalla Repubblica Italiana e dalla Regione Sardegna come lingua minoritaria. Tale dialetto sta ricevendo tutela attraverso programmi di insegnamento e di utilizzo ufficiale all'interno del territorio comunale. Ad Alghero ha inoltre sede istituzionale una delegazione del governo della Catalogna.

La città, una delle principali della Sardegna e quinta della regione per numero di abitanti, è una delle porte di accesso all'Isola, grazie all'aeroporto che sorge nelle vicinanze di Fertilia. È il capoluogo della Riviera del Corallo, nome che deriva dal fatto che nelle acque della sua rada è presente la più grande quantità del prezioso corallo rosso della qualità più pregiata, pescato tuttora da corallari subacquei, attività che con la lavorazione e la vendita, da secoli ha avuto una grande importanza di carattere economico e culturale, tanto che il ramo di corallo è inserito nello stemma della città.

È inoltre la terza città universitaria della Sardegna (dopo Cagliari e Sassari): ha sede infatti l'Università per Stranieri di Alghero. Sono presenti poi la sede della Facoltà di Architettura e alcuni corsi della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di Sassari.

Il suo nome ha un'origine incerta: l'ipotesi più accreditata è che derivi da "Aleguerium" (alga) per la notevole quantità di Posidonia Oceanica che si deposita sul suo litorale.

Così scriveva Alberto Ferrero Della Marmora nel 1839:


« Il nome di Alghero sembra provenga da aliga ("alga, erba marina”), che sarebbe stato trasformato in S’Alighera ("Luogo dell’Alga”), che è il nome della città nella lingua dei paesani dei dintorni. Costoro parlano ordinariamente il dialetto sardo del Logodoro, un po’ alterato; ma gli abitanti della città, senza essere ormai dei Catalani "purosangue”, ne hanno nondimeno conservato il linguaggio più o meno intatto; è questa lingua, circoscritta alle mura di Alghero, che parlano tra loro, pur comprendendo e conoscendo tutti la lingua sarda. »


(Alberto Ferrero Della Marmora, Voyage en Sardaigne, Turin-Paris, 1839)

Risulta invece destituita di qualsiasi fondamento un'altra tesi che suppone l'origine dall'arabo Algèr e dalla sua similtudine con Algeri, capitale dell'Algeria, fatta risalire al fatto che i pirati musulmani (che avevano in Algeri una loro roccaforte) storicamente hanno frequentato anche le coste della Sardegna con frequenti incursioni e scorrerie durati fino alla fine del 1700. Infatti i saraceni, nonostante i molti tentativi, non sono mai riusciti ad insediarsi sulla Sardegna.

Non è da scartare un'altra etimologia che ne accosta il nome al termine sardo aliga, ossia spazzatura, con riferimento proprio all'odore delle alghe marcescenti.

Nelle strade cittadine, soprattutto in quelle del centro storico, accanto alla dicitura in italiano dei toponimi si affianca spesso la dicitura catalana. Se nella parte "nuova" della città i toponimi sono semplicemente tradotti in catalano, stessa cosa non si può dire del Centro Storico, nel quale le diciture rimandano alla tradizione culturale algherese; la centralissima via Carlo Alberto, per esempio, in un suo tratto prende il nome catalano di Carrer de Sant Francesc(strada/via di san Francesco), proprio in corrispondenza dell'omonima chiesa.
Possiamo poi individuare zone tematiche, nelle quali i nomi si riferiscono a varie categorie: troviamo la zona delle regioni (Calabria, Toscana, ecc. nella zona di Maria Pia), dei grandi scrittori (Carducci, Pascoli, Dante, o altri nella zona della Mercede), dei musicisti (Mozart, Liszt, e altri nella zona del Parco Hemmerle), delle subregioni sarde (Barbagia, Gallura, Goceano, ecc. nel Quartiere della Pivarada), dei politici (Togliatti, Giolitti, Don Sturzo, Matteotti, De Gasperi (nel quartiere popolare di Sant'Agostino), degli artisti catalani (Miró, Espriu, ecc. alla Taulera), e di quelli algheresi (Sari, Giglio, ecc. al Carmine).

Il centro abitato di Alghero presenta uno sviluppo di tipo costiero; si possono individuare due maxiblocchi urbanizzati: il primo occupa la parte centro-meridionale della città e ne costituisce il nucleo principale. Se osservata dal satellite si può notare la forte differenza che intercorre tra il tessuto del centro storico (situato in una pseudo-penisola naturale) e quello circostante, di realizzazione molto più recente ed in ulteriore sviluppo sulle direttrici sud (strada per Villanova) ed est (strada per Ittiri/Olmedo). Il secondo maxiblocco è situato a nord della città ed è il fulcro delle residenze turistiche. La sostanziale suddivisione in blocchi urbani è ascrivibile alla presenza, sulla linea immaginaria che dalla spiaggia di San Giovanni porta alla zona del Liceo Scientifico, del depuratore (in fase di trasferimento nella più idonea Zona industriale San Marco) e del cimitero; quest'ultimo infatti ha limitato lo sviluppo edilizio in tale area in quanto sottoposta a vincoli cimiteriali.
Negli ultimi decenni sono nati numerosi nuovi quartieri (Taulera e Caragol per citarne alcuni) spesso slacciati, per vari motivi, alla città stessa: la zona di Caragol per esempio, si trova a circa 800-900 metri dagli ultimi fabbricati della città, sulla direttrice est, mentre la zona di Monte Carru, situata proprio fuori dal centro e attualmente in costruzione, è destinata a diventare un vero e proprio centro abitato. Per la carente capacità di programmazione da parte degli amministratori che si sono alternati dagli anni '50 fino al periodo attuale, non sono mai stati pianificati strumenti urbanistici adeguati e non si è tenuto conto di problematiche future, come per esempio la mancata programmazione di parcheggi e zone verdi destinate allo svago e ai giovani, mancano quasi completamente oltretutto strutture essenziali quali musei ed impianti sportivi all'altezza della importanza della città. Ha prevalso la cultura imprenditoriale speculativa finalizzata alla costruzione di palazzi e alla vendita di appartamenti senza considerare le esigenze delle persone e le problematiche della viabilità. Le strade per la maggior parte sono strette e quasi tutte a senso unico per permettere la sosta delle auto. Un'analisi degli esperti del settore ha confermato che tale tendenza sia destinata a prevalere nonostante non ci sia una reale necessità, essendo l'incremento demografico fermo da diversi anni.

Quartieri:

  • Calabona: il quartiere più a sud della città; consta principalmente di edifici residenziali.

  • Caragol: recente nucleo abitativo posto all'entrata est, in prossimità della zona artigianale Galboneddu.

  • Carmine: situato sull'arteria che dall'ingresso est della città porta verso la Pietraia (cfr.), anch'esso popolare.

  • Carrabuffas: quartiere relativamente recente, è tuttora in ampliamento.

  • Centro storico: (l'Alguer vella in algherese) il cuore della città, presenta indubbie bellezze architettoniche quali chiese, torri, bastioni. Ad una zona commerciale se ne affianca un'altra residenziale.

  • Cuguttu: regione compresa tra l'Ospedale Civile e il Largo dello Sperone, confinante con i quartieri del Lido e della Taulera

  • Cunetta: raffinata zona residenziale, situata a sud-est.

  • Lido: formato prevalentemente da seconde case, si trova nella zona a nord della città ed è particolarmente dinamico nel periodo estivo.

  • Maria Pia: zona a nord che può essere suddivisa in una zona residenziale e in un'altra ove trovano spazio numerosi impianti sportivi (calcio, baseball, tennis, rugby, atletica, football e nuoto) e spazi verdi. Il suo nome deriva dall'Azienda agricola inaugurata dal principe di Piemonte nel settembre del 1934, e dedicata, appunto a Maria Pia di Savoia.

  • Mercede: zona centralissima, prende nome dall'omonima chiesa; in esso si trovano i giardini pubblici Tarragona.

  • Nucleo San Michele: adiacente alla zona di Calabona, consta di edifici di recente costruzione. Zona in pieno ampliamento.

  • Pietraia, in algherese La Pedrera: quartiere popolare senza dubbio tra i più popolosi della città, si sviluppa lungo la via Don Minzoni, è sede di numerose attività commerciali e della Stazione di Alghero Sant'Agostino

  • Pivarada: quartiere situato nelle vicinanze del cimitero e del depuratore. Molto popoloso. Deriva il nome dal fatto che nella zona erano presenti in passato numerose bisce viperine.

  • San Giuliano: nucleo abitativo situato alla periferia sud-est della città, nei pressi della località Carrabuffas.

  • Sant'Agostino: prende nome dall'omonima chiesa; sono presenti edifici residenziali privati, case popolari, attività commerciali.

  • Scaletta, in algherese L'Escaleta: recente quartiere residenziale, posto all'uscita sud della città.

  • Taulera: altra zona di recentissima costruzione, è formata da edifici popolari e villette residenziali.

I codici di avviamento postale di tutte le frazioni sono stati modificati da una riforma nel settembre 2006. Pertanto tutte le frazioni comunali di Alghero hanno lo stesso CAP del capoluogo del comune, 07041. Le uniche frazioni nomenclate nell'elenco dei CAP sono: Fertilia, Maristella-Porto Conte, Santa Maria La Palma e Tramariglio.

Le maggiori frazioni del comune sono Fertilia e Santa Maria La Palma. Tra le altre località vi sono:

  • La borgata di Guardia Grande, sorge alle pendici del Monte Doglia, e dista circa 22 km dal centro cittadino. La chiesa parrocchiale della frazione è intitolata a Nostra Signora della Guardia.

  • I piani è una località situata lungo la strada provinciale 42 dei Due Mari. Nelle sue vicinanze sorgono importanti aziende quali l'azienda vitivinicola Sella&Mosca, nonché la Zona Industriale di San Marco.

  • Loretella, frazione rurale che sorge a nord di Alghero, dista 8 chilometri dal centro. La chiesa parrocchiale è intitolata a Nostra Signora di Loreto.

  • Maristella conta all'incirca 400 abitanti (394 il 30/06/2007). La frazione sorge ad una quindicina di km a nord della città, vicino a Porto Conte. La chiesa parrocchiale della frazione è intitolata aNostra Signora di Stella Maris. Ha sede nella località la squadra del Maristella Calcio, che attualmente milita nel campionato di terza categoria regionale e che disputa le partite interne nel campo comunale sito al centro della borgata.

  • Sa Segada è una borgata rurale localizzata a nord della città, compresa tra la strada statale 291 della Nurra e la strada provinciale 42 dei Due Mari. Dista 2 km in linea d'aria dall'aeroporto. Nell'area della frazione si trova il campo di calcio a 11 sede per anni della squadra del Loretella e il campo di calcio a 5 dell'A.S.D. Sporting Sa Segada.

  • Tramariglio è una località turistica nei pressi di Capo Caccia e dista da Alghero poco più di 20 km. In essa trova sede l'Azienda Speciale Parco di Porto Conte (Villa Gioiosa, ex colonia penale oggi riqualificata). La locale chiesetta è intitolata al Santissimo Crocifisso.

  • La frazione di Villassunta sorge vicino al lago di Baratz, ai confini del comune. La borgata fa parte sia del comune di Alghero che di quello di Sassari.

Il clima di Alghero è sicuramente mite per la presenza del mare che soprattutto d'inverno ne mitiga le temperature. A nord della città sono presenti anche due osservatori meteorologici, dove vengono effettuate previsioni a breve e medio termine per l'intera parte settentrionale della Sardegna; viene inoltre rilevata ora per ora la situazione meteo ed inviata ai principali organi d'informazione nazionali e regionali (Teletext, Radio, TV, altri centri meteo).
Dal punto di vista legislativo il comune di Alghero ricade nella Fascia Climatica C in quanto i Gradi giorno della città sono 1001, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo.

Il territorio di Alghero inizia la sua storia durante il Neolitico. La Grotta Verde, grotta oggi sommersa sul promontorio di Capo Caccia, è stata oggetto di frequentazione a partire dal Neolitico antico (VI-V millennio a.C.): le ceramiche rinvenute appartengono alla facies locale detta di "Filestru-Grotta Verde", con vasi globulari o piriformi con fondo convesso e con decorazione impressa, in parte del tipocardiale. Altri frammenti ceramici più recenti appartengono alla cultura di Bonuighinu, del Neolitico medio (V-IV millennio a.C.).

Per la fase del Neolitico recente (3500 a.C.-2700 a.C.) sono presenti tombe sotterranee (domus de janas) in gruppi o in necropoli (tra cui la necropoli di Anghelu Ruju), appartenenti alla cultura di Ozieri.

Le ceramiche rinvenute nelle tombe della necropoli di Anghelu Ruju del'Eneolitico (2700-1800 a.C.) appartengono in successione alle culture di Filigosa-Abealzu, di Monte Claro e infine del vaso campaniforme e in seguito alla cultura di Bonnanaro del'età del bronzo antica (1800-1600 a.C.), a cui appartiene la sepoltura di Monte San Giuliano.

Nell'età nuragica il territorio algherese è intensamente popolato con 90 nuraghi individuati (densità di 0,40 per km2), circa un terzo dei quali ormai scomparsi. La maggior parte sono a singola torre e tutti sono costruiti in pietra locale (calcare, arenaria e trachite). Sono inoltre presenti diversi villaggi, per la maggior parte collegati ai nuraghi, dove sono state rinvenute ceramiche protocorinzie e fenicie, a testimonianza dei rapporti commerciali intrattenuti con le altre regioni mediterranee. Per le sepolture sono invece scarse (solo 5) le "tombe dei giganti", forse a seguito del riutilizzo delle più antichedomus de janas. A questa fase appartengono le necropoli ipogeiche di Santu Pedru e la prosecuzione di quella di Anghelu Ruju, e i villaggi nuragici di Palmavera e di Sant'Imbenia.

La presenza fenicia è scarsa (necropoli punico-romana di Santa Imbenia), come in tutto il nord della Sardegna e in età romana la vita continua senza apparente soluzione di continuità. Alcune villerustiche sono testimoniate in prossimità dei nuraghi (villa romana di Santa Imbenia). Ex-voto di epoca romana e vasche in opera cementizia attestano la continuazione del culto presso un pozzo sacro nuragico in località "La Purissima". Il cosiddetto "ponte romano di Fertilia" sul canale che unisce lo stagno di Calich al mare, in origine a 24 alrcate, collegava il Ninpheus Portus con la stazione romana di Carbia e venne ristrutturato in epoca medievale[18]. Nel 2007, alle pendici di Monte Carru, collina adiacente la località "La Purissima", è venuta alla luce una necropoli con oltre 400 tombe databili tra il periodo repubblicano ed imperiale.

In passato Alghero ha subìto diverse dominazioni che hanno influito profondamente sugli usi e costumi dei suoi abitanti, soprattutto per quanto riguarda la lingua, che mantiene la versione antica del catalano.

Le origini della città vengono fatte risalire alla prima metà dell'XI secolo, anche se non ancora del tutto certe, con la fondazione del borgo vecchio da parte deiDoria, nobile famiglia genovese.

In seguito, per la posizione strategica del borgo e per la presenza di una ricca falda acquifera sotterranea (di cui abbiamo ancora una testimonianza nei pozzi a cui si accede da alcune vecchie case del centro) furono numerosi i tentativi di impadronirsi della città: nel 1283 ci provarono i Pisani senza però riuscirvi, mentre nel 1353 venne conquistata dai catalani, guidati dal sovrano Pietro IV di Aragona il Cerimonioso, che popolò la città di catalani (alcuni sostengono fossero per la maggior parte graziati delle carceri spagnole e prostitute, ma questa tesi non ha per ora credito se non dalla stessa popolazione algherese).

Nella seconda metà del XIV secolo, durante la crisi del Regno d'Aragona, Alghero rimase senza protezione, e questo diede modo alla giudicessa Eleonora d'Arborea e a suo marito Brancaleone Doria di conquistare finalmente la città dopo anni di inutili tentativi. Nel 1492, a seguito dell'espulsione da Alghero della numerosa e ricchissima comunità ebraica, l'economia ricevette un duro colpo.

Nel 1541, l'imperatore Carlo V venne in visita accompagnato dall'ammiraglio Andrea Doria, constatando le qualità che la resero così appetibile nel passato, e coniando la famosa espressione "Sed todos caballeros".

Nel 1652 Alghero fu colpita nuovamente dalla peste, portata nella città da una nave catalana. Alcuni algheresi emigrarono verso altre zone dell'isola sperando di salvarsi, ma ottennero l'effetto di diffondere in tutto il territorio la pestilenza, che colpì duramente la Sardegna per ben quattro anni. Nel 1720 si instaurò infine il dominio di Casa Savoia, ma Alghero rimase di cultura e di lingua catalana.

Durante la seconda guerra mondiale Alghero e dintorni vennero bombardati. Molti algheresi, dopo aver perduto la propria abitazione durante i bombardamenti, vennero alloggiati nel collegio dei Gesuiti retrostante la chiesa di San Michele, allora abbandonato, che venne pesantemente modificato per ricavarne abitazioni.

Negli anni sessanta la città visse, come del resto tutta Italia, un momento di forte ripresa, accompagnato però da una forte speculazione edilizia. Hanno la loro prima edizione diversi eventi mondani tra cui la manifestazione "Meeting del cinema italiano" che premiava film, attori e registi con il premio "Il Riccio d'oro" e l'elezione di Lady Italia e Lady Europa, con la partecipazione ed il coinvolgimento di famose personalità del mondo dello spettacolo.

Il 6 settembre del 1968 una squadra di Alghero ha partecipato ai Giochi senza frontiere, in onda in Eurovisione, nella cittadina tedesca di Schwäbisch Hall.

Nel 1986 Alghero è stata argomento della canzone "Alghero" di Giuni Russo.

Nel centro storico trovano inoltre collocazione importanti chiese dal punto di vista architettonico:

  • Cattedrale di Santa Maria, XVI secolo;

  • Chiesa di Nostra Signora del Carmelo, XVII secolo;

  • Chiesa di Santa Barbara, XVI secolo: la più vecchia chiesa della città, oggi parrocchia ortodossa;

  • Chiesa di San Francesco con il suo chiostro, XIV secolo;

  • Chiesa di San Michele e cupola policroma in maiolica, XVI secolo;

  • Ex-Chiesa di Nostra Signora del Rosario, oggi sede di un museo;

  • Chiesa di Nostra Signora della Misericordia;

  • Ex-Chiesa di Sant'Antonio Abate, oggi abitazione privata;

  • Chiesa di Sant'Anna intra mœnia (Sant'Ana de dins in algherese), non visitabile.

    продолжение

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