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Альтавилла-Миличия

Альтавила-Миликия (италAltavilla Milicia), город в Италии, расположен в регионе Сицилия, подчинён адм. центру Палермо (провинция).

Насел. 5257 человек, плотность населения — 229 чел./км². Площадь 23 км². Почтовый индекс — 90010. Телефонный код — 00091.

Покровителем города считается madonna della milicia. Праздник города ежегодно празднуется 8 сентября.


Altavilla Milicia ('A Milicia in siciliano) è un comune italiano di 7.276 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia. Sorge su di una collina a 73 m s.l.m., in posizione panoramica.

La nascita di Altavilla si deve alla famiglia Beccadelli di Bologna. Proprietari di diversi feudi, all'inizio del Seicento acquistarono anche i feudi della Milicia. Fra il 1620 e il 1623 Francesco Maria avviò la richiesta e ottenne la licentia populandi, cioè l'autorizzazione dal Re di Spagna Filippo III a fondare la "terra" di Alta Villa. Il primo impianto urbano fu curato da Mariano Smiriglio, architetto e scultore autore dell'urna di Santa Rosalia e dell'apparato scultoreo dei Quattro Canti di Palermo, a partire da un preesistente baglio fortificato cui era annesso il mulino della cannamela. Da allora in poi Altavilla si è sviluppato come tranquillo paese della provincia palermitana a vocazione soprattutto agricola, con una recente vocazione turistica mai pienamente realizzata. Il suo territorio negli ultimi decenni ha ceduto sempre più all'edificazione, creando una vasta rete di residence che attraggono coloro che scelgono di abitare fuori dalla troppo congestionata Palermo. 

Il paese ha una struttura urbanistica lineare, a scacchiera che si è formata nel tempo sul calco dell'originario progetto dello Smiriglio; all'interno del centro abitato sono pochi i monumenti apprezzabili. Il Belvedere e il Santuario mariano costituiscono le attrattive principali del paese.

Il Belvedere è costituito da due piazze contigue poste all’estremità settentrionale dell’altura su cui sorge il centro abitato, proprio di fronte al mare. Il panorama che si ammira va da Capo Zafferano alla Rocca di Cefalù, in un gioco quasi a rincorrersi di monti in cui il visitatore è attratto dalla varietà dei colori, l'azzurro del mare, il verde degli alberi, dalla brezza di zefiro con le luci delle molte case sparse. Nei giorni più freddi e con meno foschia si vedono molto chiaramente le isole Eolie.

Il Santuario Mariano Diocesano, che si affaccia sul belvedere, fondato nel XVII secolo, ospita il "Quadro della Madonna" opera di un artista di cultura toscana, attento alle tematiche giottesche e la cui attività è da porre entro la seconda metà del XIV secolo. La pittura, realizzata con la tecnica della tempera all'uovo, raffigura una Madonna incoronata in trono con Gesù Bambino in piedi sulle sue ginocchia, che tiene nella mano sinistra un plico, S. Francesco, invece, con la mano destra indica una figura (committente), inginocchiata ai suoi piedi in atteggiamento di preghiera che tradizionalmente si è voluto individuare in Francesco Maria Beccadelli di Bologna che nel 1623 fondò il paese: tuttavia essendo il quadro molto più risalente nel tempo del fondatore, l'identificazione non tiene. Il Santuario è arricchito da pregiate tele del Bagnasco, i recenti affreschi del Bonanno e numerose statue. Il Santuario è meta di pellegrinaggio, soprattutto durante la festa patronale dei giorni 6, 7 e 8 settembre.

Tra i monumenti da segnalare gli affascinati ruderi della Chiesa di S. Maria di Campogrosso, detta "Chiesazza" ("chiesa grande", o più probabilmente "chiesaccia" per l'aspetto in rovina) posti su un'altura affacciata sul mare in contrada San Michele, della quale si conservano gran parte delle mura perimetrali. La chiesa presumibilmente risale al 1077 e sarebbe stata fondata da Roberto il Guiscardo. Potrebbe trattarsi quindi di uno dei più antichi esempi di costruzione Normanna in Sicilia. Ha pianta a croce latina ad una sola navata. Accanto alla Chiesa doveva sorgeva un monastero di Basiliani i cui resti sono difficilmente apprezzabili. Più a valle, non molto distante dalla Chiesazza, il "Ponte Saraceno" sul torrente San Michele, è detto così perché si pensa costruito dai Saraceni, con il tipico arco a sesto acuto.

Tipiche del paesaggio altavillese sono anche le tre torri costiere di guardia spesso impropriamente considerate normanne: le fortificazioni di questo tipo in realtà risalgono a periodi più tardi, aragonese le due della Milicia e del Capo Grosso e probabilmente viceregio Torre Colonna. Le torri rispondevano infatti alle necessità di difesa dagli attacchi dei corsari e pirati maghrebini che sempre più frequentemente saccheggiavano i territori costieri siciliani fra XV e XVII secolo.

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