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Ариццано

Ариццано (итал. Arizzano), город в Италии, расположен в регионе Пьемонт, подчинён административному центру Вербано-Кузьо-Оссола (провинция).

Население составляет 1888 человек (на 23.06.1905 г.), плотность населения составляет 1158 чел./км². Занимает площадь 1,63 км². Почтовый индекс — 28811. Телефонный код — 00323.

Покровителем города считается San Bernardo da Mentone. Праздник города ежегодно празднуется 12 июня.


Arizzano (Riscian in piemontese e in lombardo) è un comune di 2.052 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola. È il più grande tra i comuni situati sulle colline della sponda piemontese del Lago Maggiore e alle spalle di Verbania.

Il primo documento in cui si ha menzione del comune, con il nome di Ariciano, risale al XII secolo; è un atto di donazione di terreni alla Chiesa diSan Vittore di Intra, a dimostrazione di quel legame politico-religioso che univa Arizzano, come tutti i centri dell'entroterra, alla Chiesa e ad Intra, ora Verbania. Con la divisione territoriale viscontea, del 1393, il paese venne assegnato alla degagna di San Martino, sottoposta a sua volta alpodestà di Intra.

Nel 1447 Filippo Maria Visconti modificò quest'ordine con la cessione feudale della degagna alla famiglia Moriggia di Frino, che mantenne il possedimento fino al 1783. In quell'anno morendo il loro ultimo rappresentante, il Gianbattista, l'intero feudo passò nelle mani della famigliaBorromeo fino alla caduta in età napoleonica del sistema feudale italiano.

Sotto il dominio dei Moriggia di Frino crebbe notevolmente l'importanza del feudo di Arizzano, tanto che nel 1723 gli abitanti delle località adiacenti di Biganzolo, Antoliva, Oro, e Selasca, attualmente inglobate nel comune di Verbania, ottennero di essere unite alla comunità arizzanese.

Nel giugno 1911 le quattro frazioni annesse nel Settecento vennero nuovamente separate divenendo comune autonomo con il nome di Arizzano Inferiore. Nel 1927 avviene un'altra modifica amministrativa: sorge la Nuova Arizzano che comprende, oltre al nucleo originale, anche i comuni preesistenti di Bee e Vignone. Il nuovo ente sopravviverà fino al 1948 quando i due comuni annessi si riapproprieranno della loro autonomia.

Il territorio 

Oggi il comune di Arizzano è un ricco agglomerato residenziale, strettamente legato dal punto di vista urbano e economicamente a Verbania. Oltre al capoluogo vi sono due frazioni: Cissano e più in basso Cresseglio. Su margine orientale del paese scorre il Rio Ballona la cui valle vedeva, nel passato, la presenza di moltissimi mulini, elemento portante dell'antica economia della zona.

Edifici di pregio 

La Chiesa di San Bernardo, nella stessa Arizzano, è un edificio in stile tardo-barocco, risalente ai primi del Settecento, ed è un rifacimento e ampliamento di un più antico oratorio. A testimonianza di questa riedificazione è conservato, all'interno della chiesa, un acquaio in marmoselvatico di Ornavasso datato al 1595.

La caratteristica più importante della struttura è rappresentata però dalle decorazioni musive che ne rivestono le pareti interne ed il pavimento. Si tratta di mosaici di moderna fattura, voluti e realizzati da Don Italo De Cesari, parroco di Arizzano dal 1954. Nelle frazioni sorgono altri oratori: quello a Cissano dedicato a San Rocco e quello a Cresseglio dedicato a Sant'Anna.

Mosaico monumentale dal titolo Arizzano, complessivamente misura metri 13 x 1.75 (h.max), collocato nella piazza del palazzo ex sede comunale. L’opera musiva è stata realizzata da Walter Ferrarini, allievo di Don Italo De Cesari, per l’esecuziome sono stati utilizzati: pietre, antichi mattoni, ceramiche, marmi, graniti, smalti veneziani e ori. Il mosaico è suddiviso in quadri che rappresentano la storia di Arizzano, attraverso immagini reali e simboliche, con lo scopo di diventare uno sprone a conservare ciò che si è salvato e a valorizzare il patrimonio ancora presente.

Attività economiche 

Oltre alla antica presenza di mulini, nella zona era importante l'attività boschiva esercitata dalle genti di Arizzano, ma non solo nel territorio comunale ma sull'intero pendio che sale verso Beè e Premeno. Nel 1400 gli Arizzanesi avevano ottenuto infatti, con apposito decreto, il diritto distramare e boscagliare anche nei territori dei due vicini comuni, con l'unico obbligo di riconoscere loro, la prima domenica di maggio di ogni anno, cinque kilogrammi di pane. Spogliata di ogni motivazione economica, la consegna dei pani è rimasta nelle usanze tradizionali del paese.

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