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Аричча

Аричча (итал. Ariccia, /a'riʧʧa/), город в Италии, расположен в провинции Рим региона Лацио.

Население составляет 18 053 человека (на 31.12.2005 г.), плотность населения составляет 1003 чел./км². Занимает площадь 18 км². Почтовый индекс — 40. Телефонный код — 00006.

Покровителем города считается святая Аполлония. Праздник города ежегодно празднуется 9 февраля.


Ariccia (IPA: /a'riʧʧa/, anticamente chiamata Riccia o la Riccia, semplicemente 'a Riccia nei dialetti dei Castelli Romani) è un comune italianodi 18.381 abitanti della provincia di Roma nel Lazio.

Il territorio ariccino fu abitato sin dall'antichità: qui sorgeva infatti la città di Aricia, prima tra le più importanti esponenti della Lega Latina e poi frequentato municipium posto sulla via Appia Antica alla distanza di una giornata da Roma. Nell'alto Medioevo la città decadde ed andò progressivamente scomparendo, per rinascere solo alla fine del Quattrocento sotto il dominio della famiglia Savelli: nel 1661 Ariccia diventò feudo dei Chigi, che realizzarono il complesso monumentale di piazza di Corte (palazzo e parco Chigi, collegiata di Santa Maria Assunta) commissionandolo a Gian Lorenzo Bernini. Nel 1854 papa Pio IX inaugurò il ponte di Ariccia, il viadotto stradale monumentale della strada statale 7 via Appia Nuova alto una sessantina di metri, tristemente famoso come teatro di molti suicidii.

Oggi Ariccia è una delle località più conosciute e popolari dei Castelli Romani, sia per la rilevanza turistica del complesso monumentale chigiano e per l'importanza storica ed architettonica delle opere del Bernini che per l'importanza religiosa del santuario di Santa Maria di Galloro, e, nell'epoca delle "gite fuori porta" per le caratteristiche fraschette dove è possibile mangiare la tradizionale porchetta, simbolo gastronomico del comune.

Il territorio comunale di Ariccia, con un'estensione di 18.36 km2, è il decimo comune più vasto dei Castelli Romani. Una prima misurazione del territorio ariccino venne eseguita su commissione dei Chigi non appena essi entrarono in possesso del feudo, nel febbraio 1662. Nel catasto Gregoriano (1835) il territorio di Ariccia era calcolato in 914 rubbia, una quarta e tre scorzi, che, calcolando 1.848438 ettari come superficie corrispondente ad 1 rubbio, equivalgono a circa 16.90 km2 correnti.

Il territorio ariccino, come quello dell'intera area dei Colli Albani, è stata soggetto tra i 600.000 ed i 20.000 anni fa circa[9] all'attività vulcanica delVulcano Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte di materiale vulcanico, ed abbondano minerali caratteristici come il peperino, lapietra sperone del Tuscolo ed il tufo.

Il vasto cratere ovale di Vallericcia, che occupa la maggior parte del territorio comunale, secondo la "Carta Geologica d'Italia" redatta dal Servizio Geologico d'Italia è classificata come zona av ("tufiti alluvio-lacustri; [...] arenarie straterellate entro depressioni crateriche (Prata Porci, Ariccia) con Bos taurus L., Cervus elaphus L. e avifauna Gyps a Valle Marciana; prodotti del dilavamento entro valli radiali, provenienti dalle formazioni vulcaniche del Vulcano Laziale". Le alture del centro storico e di Colle Pardo ai confini con Genzano di Roma sono classificate come sc("scorie solidificate senza stratificazione, in ammassi e tumuli; lapilli più o meno stratificati nella parte superiore dei coni; "Sperone" Auct.: scorie caotiche in grossi banchi") con inserimenti di β7("agglomerati lavici, intercalati in ammassi polimorfici, fino a colate leucitiche").

I due profondi valloni che corrono ai lati dell'abitato storico sono classificati come dt, "detriti di falda, conoidi". I bordi del cratere di Vallericcia sono invece composti da v1, ovvero "manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocrati, ultrafenici, pirosseniti biotiche, più enoliti di cave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi più o meno consolidati ("Peperino" Auct.) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione", quindi da peperini emessi dallo stesso cratere di Vallericcia. Infine, c'è da notare come la porzione di Vallericcia adiacente alle alture di Galloro sia zona se ("scorie e lapilli giallastri sciolti, talora agglomerati, scoriette e lapilli stratificati").

Il resto del territorio è, come la maggior parte dell'area nord-occidentale dei Colli Albani, composto da terreni classificati come v2, ovveropeperini emessi dal cratere formato dal Lago Albano.

  • Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta).

Idrografia 

Anticamente la depressione di Vallericcia era occupata, almeno parzialmente, da un lago vulcanico, simile ai due vicini laghi vulcanici Albano e di Nemi. L'ipotesi sarebbe confermata dalla periodica ricomparsa di un bacino lacustre nella parte più depressa della valle, nella località dall'emblematico nome di Pantanelle: un lago o pantano compare menzionato in diversi atti notarili del 1223, del 1462 e del 1630,  mentre lo storico e canonico settecentesco Emanuele Lucidi afferma che il 17 gennaio 1793 con grande sorpresa degli ariccini comparve un laghetto in Vallericcia, originato dall'intasamento di alcuni canali di scolo e sgombrato il 4 febbraio dello stesso anno.  Per evitare l'allagamento della valle, già in età antica fu scavato un sistema di canali di scolo nella valle che portavano tutti ad un emissario posto in località Ginestreto, che liberava le acque verso il mar Tirreno in direzione sud-ovest:  alcuni eruditi sei e settecenteschi sostennero che queste acque formavano il leggendario fiume Numico, che bagnava Lavinium, antica capitale latina fondata da Enea ed identificata comunemente con Pratica di Mare.  In Vallericcia sfocia anche l'emissario del lago di Nemi, scavato anch'esso in età antica ma non accomunabile con la perfetta tecnica costruttiva dell'emissario del lago Albano. 

In territorio ariccino non scorrono corsi d'acqua notevoli, ma ai margini settentrionali ai confini con Rocca di Papa ed Albano Laziale, presso l'antico castello di Malafitto, si trovano le omonime sorgenti (565 m s.l.m.), che alimentano storicamente Ariccia dal 1614 ed Albano Laziale dal1607:  fin dall'età romana, inoltre, queste sorgenti erano note e l'acqua captata per l'approvvigionamento della villa di Domiziano a Castel Gandolfo e, successivamente, dei Castra Albana.

Orografia  

La località Montagnanello, ai margini meridionali del territorio comunale ai confini con Aprilia, si trova a 131 m s.l.m., altitudine minima del territorio ariccino, mentre Fontana di Papa è a 190 m s.l.m.: proseguendo in direzione nord, Ginestreto è a 290 m s.l.m. e Vallericcia è ad un'altitudine minima di 284 m s.l.m. e massima di 318 m s.l.m. (lo sbocco dell'emissario del lago di Nemi è a 290 m s.l.m.). 

Il centro storico è posto a 412 m s.l.m. (altitudine di palazzo Chigi), mentre il santuario di Santa Maria di Galloro è a 429 m s.l.m. e la parte più alta di parco Chigi è a 490 m s.l.m., ai confini con la località Selvotta di Albano Laziale  Monte Gentile è a 580 m s.l.m., cima più elevata del territorio ariccino: l'altura di Malafitto, ai confini settentrionali con Rocca di Papa, infatti non supera i 565 m s.l.m.. 

Clima  

Dal punto di vista climatico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Nell'area dei Colli Albani, dunque anche ad Ariccia, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord. Ariccia, trovandosi sulla traiettoria delle correnti umide tirreniche, risulta discretamente piovosa con 900 mm annui di precipitazioni.  I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, più raramente da nord e da est.

Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponentino, vento caratteristico della zona di Roma. Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, il primo proveniente dalla vasta pianura dell'Agro Romano.

L'estate è calda e asciutta, l'inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperatura eccessivamente basse. Ad Ariccia nevica piuttosto raramente e solo in presenza di un freddo generalizzato marcato. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C con punte di 37 °C in casi rari. La temperatura non ha mai raggiunto i 40 °C.

I dati seguenti si riferiscono all'anno 2008 e sono stati rilevati presso la stazione meteorologica di Genzano di Roma situata nella frazione di Landi, a quota 210 m s.l.m.: 

Architetture religiose  

  • Collegiata di Santa Maria Assunta. La collegiata è il principale luogo di culto cattolico di Ariccia, e l'attuale edificio venne costruito tra il 1664 ed il 1665su progetto dell'architetto Gian Lorenzo Bernini, grazie all'interessamento di papa Alessandro VII e di suo nipote, il cardinale Flavio Chigi. L'architettura di questa chiesa, una delle più famose attrazioni turistiche dei Castelli Romani, è volutamente ispirata al Pantheon di Roma,  ed è stata definita "esempio paradigmatico dell'architettura barocca". Gli stucchi dell'interno della cupola sono di Antonio Raggi: all'interno, sono conservate opere di Jacques Cortois detto "il Borgognone", Raffaele Vanni, Ludovico e Giacinto Gimignani, Bernardino Mei ed Alessandro Mattia da Farnese. 

  • Santuario di Santa Maria di Galloro. Il santuario, dedicato alla miracolosa immagine della Madonna di Galloro rinvenuta presso l'omonima località nel1621 o nel 1623,   è uno dei santuari mariani più frequentati del Lazio, oltre che uno dei beni architettonici monumentali inclusi nella schedatura di primo livello della provincia di Roma. Edificato tra il 1624 ed il 1633  assieme all'attiguo convento (che fu retto prima dalla Congregazione Vallombrosana e poi dalla Compagnia di Gesù, ancora oggi  presente con una casa di ritiri spirituali),  l'attuale aspetto venne dato alla chiesa con gli interventi finanziati dai Chigi con la consulenza di Gian Lorenzo Bernini, che ne disegnò la facciata, l'ultima campata e parte dell'altare maggiore. 

  • Chiesa di Santa Maria Assunta. La chiesa è il principale luogo di culto della località Fontana di Papa, presso la parte ariccina di Cecchina, situata lungo la strada statale 207 via Nettunense. La parrocchia conta circa 2500 abitanti. 

  • Chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari. La chiesa, costruita nel 1665 su progetto di Luigi Bernini,  fratello del più noto Gian Lorenzo attivo in quello stesso periodo al complesso monumentale chigiano, ed affidata alla Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana, sorge nel sito dell'antica collegiata, sostituita dalla nuova collegiata berniniana: l'antica chiesa risaliva probabilmente addirittura al X secolo.  Dal 2008 la chiesa, sconsacrata, ospita uno spazio teatrale comunale. 

Architetture civili  

  • Palazzo Chigi. Il palazzo, edificato dalla famiglia Savelli alla fine del Cinquecento, passò poi ai Chigi che portarono avanti i lavori di ampliamento e sistemazione tra il 1661 ed il 1672, sotto la direzione di Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana.  Gli interni furono arredati dai pittori seicenteschi Michelangelo Pace detto "il Campidoglio", Giovan Battista Gaulli detto "il Baciccio", Mario Nuzzi "Mario dei Fiori". L'attuale aspetto del palazzo è dovuto all'ampliamento voluto dal principe Augusto Chigi nel 1740  e all'arredo di alcune stanze commissionato tra il 1784 ed il 1787 da Sigismondo Chigi agli artisti Giuseppe Cades, Felice Giani e Liborio Coccetti. Nel 1988 il Comune di Ariccia ha acquistato la proprietà del palazzo e dell'adiacente parco Chigi. Attualmente nel palazzo, conosciuto a livello nazionale per alcune scene di celebri film girate al suo interno (tra gli altri, "Il Gattopardo" di Luchino Visconti del 1963, con Burt Lancaster, Claudia Cardinale ed Alain Delon), ospita il Museo del Barocco Romano. 

  • Locanda Martorelli già Casino Stazi, nota per gli affreschi eseguiti da Taddeo Kuntze relativi alla storia mitica della fondazione di Ariccia, fu un'importante tappa di grandi artisti e viaggiatori del Grand Tour. Dal 1998 è proprietà del Comune di Ariccia.

  • ex-Collegio di San Nicola. Il collegio, attiguo alla chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari, ha ospitato dal 1655 alla metà dell'Ottocento la Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana, che svolgeva le funzioni di scuola pubblica per i giovani ariccini. Attualmente ospita il municipio.

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